Ci mancavano la Camusso e Landini

22 AGO 20
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Immancabili, sulla scena politica spuntano alla luce del sole (finora sonosolo rimasti a guardare Renzi) Camusso e Landini, capi sindacati più fortiche mai, più politicizzati che mai, più anacronistici che mai. Non è unanovità che i sindacati interferiscano nelle decisioni dei nostri governi,ma questa volta con Renzi potrebbero davvero danneggiare l'ultima speranza per il popolo italiano. Sempre che Renzi li ascolti ovviamente, posizionato com'è tra mille fuochi e manovrato senza libertà di azione. Se a questo aggiungiamo che lo stesso Renzi proviene dalla file del Pd che progressista propriamente non è, il cerchio si chiude. Parlo di Renzi come dell'ultima speranza per l'Italia per chi crede ancora nel nostro Stato, nell'Italia fatta a tavolino, mafiosa e centrista, non federale, assistenzialista, buonista e finta moralista, solidale nel modo errato, invischiata in un apparato statale che non ha precedenti, gestita da burocrati e finanzieri italiani ed esteri.Per chi invece riesce a guardare l'Italia in maniera più distaccata Renzi non può che essere considerato come un'altra pedina mossa dalla sete di potere di alcuni e dalla follia di altri (sindacati che con l'auspicio di più tasse, più regolazione, più spesa pubblica e con il diprezzo verso chi fa impresa e che è ricco - ma che al contempo arricchisce anche la stessa Italia). Chi è lucido e pragmativo individua invece l'unico baluardo di salvezza in chi vorrebbe gestire lo Stato in maniera più responsabile ponendo regole e facendole rispettare, tagliando sprechi e privilegi e la macchina statale, mettendo mano al problema immigrazione, dialogando con i cittadini, decidendo di parlare e discutere su eventuali possibilità di uscita dall'euro o di un sano federalismo che possa incentivare al senso di responsabilità ogni regione, riportando al popolo la sua sovranità come regola base della democrazia. Maditiamoci.